Una strana intolleranza

«E quindi?»

«Lo so che è difficile da capire, ma si deve fidare e avere pazienza…probabilmente è una situazione temporanea. Faccia come le dico almeno per un po’»

Piove a dirotto e Milano sembra così grigia e livida da far venire voglia di starsene dietro una di quelle tante finestre con la luce accesa, che si affacciano sulla strada; così al sicuro, magari a guardare giù le macchine che si muovono o una ragazza che bisticcia con l’ombrello e corre svelta dentro una farmacia.

«Buonasera»

«’Sera…aspetti ecco la ricetta»

Anna legge con attenzione e guarda la ragazza davanti a lei, non sembrerebbe averne bisogno, ma in fondo non sono affari che la riguardano.

«Questa è la penna e il blocco, se riesce almeno due volte al giorno»

«Sì, sì il medico mi ha spiegato»

O almeno ci ha provato, perché questa specie di malattia Linda davvero non l’ha mai sentita. Insomma di intolleranze e allergie ne conosce anche di bizzarre, ma questa proprio non se la spiega.

Linda lavora da casa e corregge bozze per un editore. Di fogli pieni di parole e di frasi ne ha letti tanti, uno in fila all’altro, di tutti i tipi, di quelli che servono per spiegare, per raccontare, il più delle volte solo per dire. Poi l’incidente, un mese fa, una cosa assurda, da non venirne a capo, da diventarci matti.

Linda si alza una mattina, fa tutto come al solito, colazione, doccia, tuta, mollettone. Seduta alla scrivania prende in mano la pagina su cui si era fermata la sera prima, inforca gli occhiali, il tempo di leggere una frase e inizia a riempirsi di orticaria. Il sintomo persiste, da un analisi all’altra fino ad arrivare all’assurda diagnosi: intollerenza alla lettura.

Linda infila la chiave nel cancello di casa. Abita nella zona di piazzale Corvetto, in un vecchio palazzone con più di sessanta inquilini. È una sistemazione economica e la casa non è tanto male, ma lei sogna sempre quei grandi portoni dei palazzi delle vie del centro. Le piace fantasticare su quello che racchiudono, o sbirciare all’interno, quando sono aperti.

Ha mangiato qualcosa e ora seduta sul divano rimugina ancora un po’ sulle parole del medico.

«Si sforzi di scrivere almeno due volte al giorno, vedrà che con il tempo sarà più semplice…»

Per Linda i libri hanno sempre creato dei mondi paralleli dove rimanere coinvolta per desiderare di non lasciarli mai più. La lettura ha sempre rappresentato una sorta di anestetico in grado di cancellare in un attimo tutto quello che c’è intorno. Ma adesso la sua mente è stanca di farsi irretire dai racconti di altre persone e i suoi occhi hanno bisogno di raccontare una loro realtà.

Linda si è addormentata sul divano, la sveglia una timida luce che filtra dalle persiane. È una tipica mattina primaverile, il vento spettina tutto ciò che incontra e l’azzurro del cielo non è mai stato così intenso. Linda apre la finestra, la città è lì, tutta per lei con i suoi portoni chiusi e i suoi viali alberati, pronta per regalare emozioni e sensazioni da scrivere.

Ha in mano un blocco pieno di pagine bianche, tutte da riempire; per ora è lì tutto nella sua testa.