Un amore di riflesso

Siamo insieme da tanto, ma non so il suo nome. Guardo solo, ma non sento.

È bella, non so se per tutti, non so per gli altri, di sicuro per me. Sono i capelli, come la seta, sono neri, lunghi, lisci, di sicuro hanno un buon profumo, lo so. Porta una frangia lunga, forse troppo, le nasconde un po’ gli occhi. Se potessi parlare glielo direi, perché i suoi non sono occhi da nascondere…

La conosco da sempre, da quando scriveva i suoi pensieri in tanti fogli sparsi, così leggeri da volare via al primo cambiamento d’umore, e anche adesso che non scrive più, la riconosco in ogni sua piega. Quando è triste o felice, quando piange o sorride, come adesso.

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Sta per uscire, ma è nervosa, lo si capisce da come si muove e da come vaga qua e là, come in attesa. Ha cambiato due volte il maglione, e anche adesso non sembra sicura. Sembra un’altra, deve aver fatto qualcosa alla frangia, perché non è più come prima. E poi si è truccata gli occhi con più cura e con più attenzione.

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Deve essere successo qualcosa, oggi è tutto un trambusto, e poi lei non la smette di passarmi davanti. I capelli sono raccolti e solo alcuni ciuffi le ricadono morbidi sulle spalle, mi guarda e non fa che sorridere. La luce che inonda la stanza la fa sembrare ancora più bella.

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Lentamente il buio ha coperto tutto, anche il mio cuore. È sera è lei non c’è, è uscita con quello strano vestito e non è più tornata.

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«Ma che succede! Fate piano!», tutto inutile, tanto non mi possono sentire! Mi stanno staccando dal muro, chissà dove andrò a finire.

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«Amore, apri tu, deve essere il mio specchio, mamma mi aveva promesso che avrei potuto tenerlo»