Una strana intolleranza

Una strana intolleranza «E quindi?» «Lo so che è difficile da capire, ma si deve fidare e avere pazienza…probabilmente è una situazione temporanea. Faccia come le dico almeno per un po’» Piove a dirotto e Milano sembra così grigia e livida da far venire voglia di starsene dietro una di quelle tante finestre con la luce accesa, che si affacciano sulla strada; così al sicuro, magari a guardare giù le macchine che si muovono o una ragazza che bisticcia con l’ombrello e corre svelta dentro una farmacia. «Buonasera» «’Sera…aspetti ecco la ricetta» Anna legge con attenzione e guarda la ragazza davanti a lei, non sembrerebbe averne bisogno, ma in fondo non sono affari che la riguardano. «Questa è la penna e il blocco, se riesce almeno due volte al giorno» «Sì, sì il medico mi ha spiegato» O almeno ci ha provato, perché questa specie di malattia Linda davvero non l’ha mai sentita. Insomma di intolleranze e allergie ne conosce anche di bizzarre, ma questa proprio non se la spiega. Linda lavora da casa e corregge bozze per un editore. Di fogli pieni di parole e di frasi ne ha letti tanti, uno in fila all’altro, di tutti i tipi, di quelli che servono per spiegare, per raccontare, il più delle volte solo per dire. Poi l’incidente, un mese fa, una cosa assurda, da non venirne a capo, da...

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Un amore di riflesso

Un amore di riflesso Siamo insieme da tanto, ma non so il suo nome. Guardo solo, ma non sento. È bella, non so se per tutti, non so per gli altri, di sicuro per me. Sono i capelli, come la seta, sono neri, lunghi, lisci, di sicuro hanno un buon profumo, lo so. Porta una frangia lunga, forse troppo, le nasconde un po’ gli occhi. Se potessi parlare glielo direi, perché i suoi non sono occhi da nascondere… La conosco da sempre, da quando scriveva i suoi pensieri in tanti fogli sparsi, così leggeri da volare via al primo cambiamento d’umore, e anche adesso che non scrive più, la riconosco in ogni sua piega. Quando è triste o felice, quando piange o sorride, come adesso. *** Sta per uscire, ma è nervosa, lo si capisce da come si muove e da come vaga qua e là, come in attesa. Ha cambiato due volte il maglione, e anche adesso non sembra sicura. Sembra un’altra, deve aver fatto qualcosa alla frangia, perché non è più come prima. E poi si è truccata gli occhi con più cura e con più attenzione. *** Deve essere successo qualcosa, oggi è tutto un trambusto, e poi lei non la smette di passarmi davanti. I capelli sono raccolti e solo alcuni ciuffi le ricadono morbidi sulle spalle, mi guarda e non fa che sorridere. La...

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Esercizi di stile

Come sia possibile giocare con le parole o con il tone of voice lo sapeva bene Raymond Queneau, che a metà del Novecento scrisse gli Esercizi di stile (Exercices de style). La trama è una sola – semplice, quasi banale – e viene raccontata in 99 modi diversi, 99 stili di narrazione differenti.

L'ho letto tanti anni fa, ma non ho mai dimenticato la lezione preziosa contenuto in questo libro: con le parole si può giocare, se le si conosce bene. Con le parole si possono raccontare storie e con esse sfumature di pensiero a volte deliziosamente sottili da essere quasi impercettibili.

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