10 parole per descrivere Londra: multietnica, regale, abbottonata, irriverente, elegante, grigia, solenne, pratica, anfibia, unica.

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Ho visitato Londra la prima volta nel dicembre del 2004 e ci sono ritornata nella primavera del 2013; sono tornata altre volte in Gran Bretagna e ho visitato altri paesi anglofoni, eppure Londra mi manca, ci ritornerei perché mi è rimasta nel cuore. Non posso dire che ci andrei a vivere, troppo banale come affermazione ma soprattutto troppo improbabile perché vivere una città in vacanza  non è come viverci tutto l’anno; in vacanza si affronta il tutto con uno spirito molto differente e ogni piccolo intoppo è vissuto come folcloristico, alla stregua di un simpatico aneddoto da raccontare una volta tornati a casa. Non ci andrei a vivere quindi (chissà…) ma di certo è la città in cui amerei passare il mio tempo libero.

Londra ha un fascino speciale che si respira ovunque, un ritmo impostato e ordinato che si alterna a una vivacità culturale e sociale. Con una popolazione di circa 9 milioni di abitanti, si stende languida ma imponente lungo il Tamigi e i suoi meandri pigri. Difficile guardarla senza tornare con la memoria alla sua storia, i confini di un impero marittimo senza precedenti, una flotta navale  che riuscì a piegare l’Invincibile Armata Spagnola, una sovranità regale giunta fino ad oggi con difficoltà ma ancora in grado di ispirare nei cittadini una sorta di orgoglio nazionale.

Se si passeggia dall’Admiralty Arch lungo il Mall fino a Buckingham Palace, per poi proseguire per Parliament Square e Westminster Abbey, regalità e magnificenza accompagnano senza sosta, ispirando un senso di grandezza mai arrogante o sopra le righe.

Se ci si ferma sul Westminster Bridge, lo skyline ci restituisce tanto dei fasti del passato quanto l’avanguardia moderna: le architetture neogotiche del Parlamento, il Big Ben, la grande ruota panoramica del London Eye, il Millennium Bridge che collega la Tate Modern all’imponente cattedrale di Saint Paul, ennesima opera dell’onnipresente Cristopher Wren, e ancora il Shakespeare’s Globe e il Gherkin di Sir Norman Foster.

Se si prende il battello, si può godere la città dall’acqua, si va oltre la City, verso la Torre di Londra, si passa sotto il Tower Bridge, Canary Wharf e si punta fino a Greenwich con il suo osservatorio e il National Maritime Museum.

E questo è solo l’assaggio, ci sono istituzioni museali di fama mondiale  come la National Gallery, British, parchi monumentali come Regent park, quartieri di tendenza come Soho o Covent Garden, angoli eleganti come Notting Hill, la mitica underground dove si percorrono metri e metri di tapis roulant, in un sali e scendi tra cunicoli e linee per capire che soprattutto qui ci si sente al centro di un’originalità e un melting pot culturale assolutamente naturale.che è il cuore di Londra.

Vi ho convinto? se sì, lasciatemi un commento al vostro ritorno!