La giornata di sabato l’abbiamo dedicata interamente alla visita dei luoghi dello sbarco avvenuto nel giugno del ’44.

Dopo la visita al Memoriale di Caen di venerdi’, calarsi nell’atmosfera di questi luoghi e’ stato più semplice. Per capire le spiagge del D-Day, lo sforzo da fare guardando il presente e’ quello di immaginare cio’ che ha travolto, sconvolto e modificato per sempre cose e persone 70 anni fa.

Le spiagge che attraversiamo, dalla Juno Beach a Utah Beach (queste zone hanno conservato i nomi in codice usati nell’operazione Overlord), si presentano come estese distese dorate e quasi nulla riporta alla mente lo sbarco, tranne i numerosi musei, monumenti e memoriali che disseminano i dintorni di ogni località da Ouistreham a Quineville.

Ad Arromanches si vedono in mare i resti di Port Winston, uno dei porti prefabbricati portati dagli Alleati; sempre qui vi consiglio l’esperienza del Cinema circulaire Arromaches 360: un film dedicato ai 100 giorni di Normandia (19 minuti) proiettato su 9 schermi.
A Longues-sur-mer si possono visitare i resti ancora integri di una delle batterie tedesche del Vallo Atlantico.

Emozionante e suggestivo il Normady American Cemetery & Memorial, il più grande tra i cimiteri militari americani in Europa. Una distesa che sembra infinita di croci bianche, sulla collina che domina Omaha Beach.

Per orientarvi meglio lungo gli 8 itinerari dello Sbarco, vi consiglio l’opuscolo The D-Day Landings and the Batle of Normady, si trova in ogni ufficio turistico, anche in lingua italiana.

La nostra giornata dedicata alle spiagge del D-Day si conclude a Charbourg dove dormiamo, dopo un’ultima sosta a Sainte Marie Eglise con la statua del paracadutista abbarbicata sulla chiesa.

Unica tappa fuori “tema”, la deviazione per Bayeux e il straordinario arazzo.