Fredda, quasi gelida – anche se mai come Madrid, fidatevi (ndr: visitate d’inverno entrambe) – per le temperature polari e un vento tagliente che nelle giornate di sole ti toglie il respiro. Questa è Berlino. Eppur bella da morire, vitale e calda nelle atmosfere come nelle persone radunate nei pub a mangiare schnitzel e a bere birra; un passato cupo che fa capolino per ogni dove e resti di storia impossibili da dimenticare.

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Non basterebbe il weekend anche solo per visitare il complesso del Museumsinsel, un’isola di cultura per l’appunto proprio nel centro della città, un concentrato di musei riconosciuto Patrimonio dell’Umanità nel 1999 che accoglie tesori inestimabili come l’Altare di Pergamo, la Porta di Mileto e la porta di Ishtar al Pergamonmuseum e il busto della Regina Nefertiti, divina incantatrice, al Neues Museum.

Di fronte la sfera di Humboldt, il Duomo e L’Unter den Linden che da Alexander Platz, con la sua maestosa imponenza, conduce fino alla Porta di Brandeburgo, in una successione di edifici storici importanti come il Deutsches Historiches Museum, negozi lussuosi e il leggendario Hotel Adlon.

Oltre si va verso il Reichstag restaurato da Lord Norman Foster. Si visita solo su prenotazione, si accede alla cupola e si scivola pigramente lungo una rampa a spirale ascoltando la storia dell’edificio e dei monumenti che si vedono a 360°. Ne vale davvero la pena.

Le mute e silenziose stele dell’Holocaust-Mahnmal sfilano di fianco mentre si cammina verso Potsdamer Platz; anche qui frammenti di muro e una storia di divisione che riemerge dai segni sulle strade (Achtung West/Ost) ma anche una meraviglia di architetture grandiose: il grattacielo Kollhoff di Renzo Piano, la tensostruttura del Sony Center e alle spalle la Filarmonica narrata in una puntata delle Cattedrali di Cultura in 3D di Wim Wenders.

È ora di affrontare il buio della coscienza collettiva e di visitare il Topographie des Terrors, ex quartiere generale della Gestapo, con documenti, fotografie e racconti sull’Olocausto per poi arrivare al Ckeckpoint Charlie, storico punto di transito tra le due Berlino.

Una passeggiata lungo l’Oberbaunbrucke regala panorami rilassanti lungo la Sprea e ci conduce verso l’East Side Gallery, la parte di muro più lunga ancora intatta, che con i suoi affreschi rappresenta anche la galleria open-air più lunga del mondo. Dipinta da 118 artisti provenienti da 21 Paesi racconta i cambiamenti politici degli anni 1989-1990. Il graffito più celebre? il bacio fra Erich Honecker e Leonid Brežnev….